Hotel Millefiori - Vigo di Fassa

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La leggenda di Misurina


In un bel paesino, ai piedi dei monti, vivevano una volta un papà e una bambina.
La bambina si chiamava Misurina e il papà Sorapis.
La bambina era moto capricciosa e prepotente.
Un giorno una contadina disse a Misurina:
“Per una bambina come te, ci vorrebbe lo specchio TUTTO-HO, col quale si può avere tutto ciò che si vuole”.
“LO VOGLIO!” disse Misurina al suo papà, che si mise subito in cammino per andare dalla fata magica.
Dopo molto cammino, arrivò da lei molto stanco.
“Che cosa vuoi?” Domandò la fata potente.
“Lo specchio Tutto-ho per Misurina”.
“Ti darò lo specchio, ad una condizione, in cambio tu grande e grosso come sei, rinuncerai all’essere un uomo e ti trasformerai in montagna per darmi ombra ed abbellire il paesaggio”.
“Se però, Misurina rinuncerà allo specchio, tu sarai salvo, altrimenti…beh, non sarà stata colpa mia”.
Sorapis, tornò in paese e Misurina gli corse incontro.
“Dov’è il mio specchio, dov’è!”
“Ce l’ho, Misurina, ma…” e le disse ciò che la fata voleva da lui in cambio.
“Soltanto questo??” esclamò la bambina. “ Deve essere molto bello diventare una montagna, dammi lo specchio papà”.
Il poverino impallidì: era condannato..
Subito cominciò a ingrandirsi. In un attimo divenne un’enorme montagna di pietra.
Misurina, pentita, si mise a piangere, a piangere, a piangere, ma ormai era troppo tardi.
“Perdonami papà!” gridava. E pianse tanto, che si sciolse e le sue lacrime divennero un laghetto azzurro proprio ai piedi della montagna.
Sorapis, maestoso, ancora oggi, si specchia con amore nelle acque del bel e suggestivo laghetto Misurina.



L'Enrosadira

Una delle più suggestive leggende delle Dolomiti, spiega perchè queste montagne, si tingano di un rosa acceso, dando vita allo spettacolo dell' Enrosadira.
Secondo questa leggenda, sul Rosengarten si adagiava una volta, il bellissimo giardino di rose di Re Laurino, da qui il nome dello stupendo massiccio.
Re Laurino regnava su un popolo di nani che scavava nelle viscere della montagna alla ricerca di cristalli, argento ed oro.
Si narra che Re Laurino, mitico Sovrano delle Valli Ladine, vivesse in mezzo alle montagne dove vi era un campo ricoperto di bellissime rose e delimitato non da mura, ma bensì da un sottile filo di seta, un' autentica meraviglia. Re Laurino aveva una figlia, altrettanto bella e graziosa, di nome Ladina, amata più di ogni altra cosa dal Re.
Insieme gestivano questo campo, che grazie alle loro cure aveva raggiunto un livello di bellezza impensabile per un comune uomo mortale.
Un giorno il principe Latemar (dal nome dell'omonima catena montuosa), passando in quel territorio, vide Ladina mentre curava il campo e colpito anche dalla sua stupenda figura, se ne innamorò all'istante, la caricò in groppa al suo cavallo e fuggì per viverci insieme.
Quando Re Laurino scoprì il fatto, capendo che era stato proprio il campo ad aver attratto Latemar, Laurino irritato per il destino avverso, si girò verso il Rosengarten che lo aveva tradito e decretò che nessun altro in quel luogo avrebbe mai visto quei colori delle rose, mai più, nè di giorno nè di notte. Si scordò di pronunciare un particolare momento della giornata: il crepuscolo e così da allora accade che il Catinaccio, si colori come un giardino di ineguagliabile bellezza. E così tutt'oggi si può come per magia, tornare ad osservare l'antico campo di rose di Re Laurino e della principessa Ladina... ma non in un campo, bensì dipinto sul Gruppo del Rosengarten: il magico momento dell'Enrosadira

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